Monta la polemica in città e sui social network a proposito del taglio di pini nel comune di Montecatini.
“Si tratta di una vera e propria strage” esordiscono gli Attivisti del Movimento 5 Stelle, “in Via Marconi e nell’area delle Panteraie sono stati tagliati oltre 40 pini. Diversi cittadini ci hanno contattati lamentando da mesi la mancanza di spiegazioni da parte delle autorità competenti. Nel caso delle Panteraie sembra che avrebbero dovuto abbattere solo alcuni alberi pericolanti invece è stata disboscata un’intera area. La foto, postata da un cittadino su Facebook, è eloquente e chiunque può andare a verificare di persona. Si teme addirittura che i tagli dipendano dalla costruzione di un parcheggio.
Poiché il rispetto dell’ambiente è uno dei nostri valori e abbattere un pino significa cancellare anni di storia e metri di verde, a nome dei cittadini chiediamo che il comune spieghi ufficialmente perché siamo stati privati di intere porzioni di preziosa macchia mediterranea.”
Articolo preso interamente da Valdinievole Oggi
Premi play per ascoltare l'ultima puntata
mercoledì 8 gennaio 2014
sabato 28 dicembre 2013
Quando si vuole si può far del bene.
Una storia a lieto fine si è conclusa a Parma qualche settimana fa: un Falco pellegrino (Falco peregrinus) è stato salvato da un'escursionista. L'esemplare era una femmina, che è stata trovata da una ragazza che stava facendo un'escursione nei dintorni di Parma; la "Falchessa" è stata trovata esanime per terra e poi portata il prima possibile al Centro di Recupero della LIPU locale. Il veterinario si è preso cura immediatamente della povera "Falchessa": è stata idrata e rimessa in forze, successivamente liberata nella Riserva Naturale di Torrile e Trecasali a pochi KM dalla provincia emiliana.
Da questo avvenimento possiamo capire come con poco possiamo fare tantissimo per le specie in difficoltà, pertanto adesso possiamo dire che nei cieli di Parma c'è un nuovo Falco pellegrino.
Da questo avvenimento possiamo capire come con poco possiamo fare tantissimo per le specie in difficoltà, pertanto adesso possiamo dire che nei cieli di Parma c'è un nuovo Falco pellegrino.
![]() |
| Foto di http://www.ilfatto.net |
martedì 24 dicembre 2013
Ibis eremita: le buone notizie arrivano dal Marocco
In Marocco è presente la più importante popolazione selvatica di Ibis eremita (Geronticus eremita), una specie che nella regione Paleartica è fortemente minacciata di estinzione. La colonia è quella di Souss-Massa, Parco Nazionale vicino alla città di Tamri: quest'anno la popolazione ha involato complessivamente 148 giovani, portando a 443 il numero di individui al termine della stagione riproduttivo.
Un tempo questa specie era molto diffusa nel Nord Africa, mentre oggi ne sopravvivono solo tre popolazioni considerevoli, quella del Marocco, quella di Palmira in Siria e, infine, una in Turchia in semicattività, precisamente a Birecik. Queste buone notizie sono il frutto del lavoro fatto da diverse associazioni ambientaliste e in particolare BridLife marocchina e BirdLife spagnola.
Un tempo questa specie era molto diffusa nel Nord Africa, mentre oggi ne sopravvivono solo tre popolazioni considerevoli, quella del Marocco, quella di Palmira in Siria e, infine, una in Turchia in semicattività, precisamente a Birecik. Queste buone notizie sono il frutto del lavoro fatto da diverse associazioni ambientaliste e in particolare BridLife marocchina e BirdLife spagnola.
| Foto di Elisa La Corte, scattata all'Oasi WWF Laguna di Orbetello |
lunedì 16 dicembre 2013
Il sinonimo di inverno è migrazione
Sabato 21 dicembre prossimo sarà il primo giorno di inverno e quando ci pensiamo la nostra mente va subito ad immaginare la neve e il gelo; oltre a queste cose l'inverno è l'occasione per molte specie di uccelli di migrare da luoghi dove il clima e le risorse sono sfavorevoli a luoghi che, invece, riesco a soddisfare le esigenze trofiche di questa categoria di vertebrati.
A seconda della specie, possiamo osservare molte strategie diverse per fronteggiare il freddo: per esempio il Pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri) fa fronte a temperature rigidissime (fino a -60°C) grazie ad un piumaggio d'eccezione e al contatto corporeo con gli altri individui della colonia. Molte altre specie risolvono la cosa sottoponendosi a lunghi ed estenuanti viaggi: è il caso delle Oche indiane (Anser indicus) che devono superare barriere geografiche impressionanti come la catena dell'Himalaya ad un altitudine che può raggiungere gli 8.000 metri, con temperature di diverse decine di gradi sotto lo zero; le Dendroiche americane (Setophaga sp.), che pesano poco più di 10g, migrano dall'America centromeridionale tropicale alle foreste boreali canadesi e, talvolta, fino alla tundra artica; è stato documentato, inoltre, che alcuni Cuculi (Cuculus canorus) compiono una migrazione a tappe dalla Scozia all'Africa e quando iniziano il viaggio se si rendono conto che le condizioni non sono ottimali per partire tornano indietro; molte specie, invece, non migrano come la Pernice bianca (Lagopus muta) e il Fagiano di monte (Tetrao tetrix) che compiono piccoli spostamenti di quota e si nascondono in 'igloo' sotto la neve per non disperdere energia; altre specie come una piccolissima cincia americana, Parus atricapillus, quando la temperatura cala sotto i -30°C cessano di muoversi e alimentarsi.
Tutto questo elenco per dire che la natura è meravigliosa e da questo si può evincere quante strategie esistano per far fronte alle avversità ambientali, purtroppo tutti i cambiamenti climatici che stiamo vivendo mettono ancora più in difficoltà queste specie, tardando la migrazione o creando dei cambiamenti repentini di temperatura e precipitazioni che possono dare problemi agli uccelli; è fondamentale l'esistenza delle Oasi e delle Aree Protette che consentano agli uccelli di fermarsi per riprendere le forze prima di rimettersi in viaggio, una sorta di 'Autogrill' per migratori, pertanto è essenziale sostenerle.
A seconda della specie, possiamo osservare molte strategie diverse per fronteggiare il freddo: per esempio il Pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri) fa fronte a temperature rigidissime (fino a -60°C) grazie ad un piumaggio d'eccezione e al contatto corporeo con gli altri individui della colonia. Molte altre specie risolvono la cosa sottoponendosi a lunghi ed estenuanti viaggi: è il caso delle Oche indiane (Anser indicus) che devono superare barriere geografiche impressionanti come la catena dell'Himalaya ad un altitudine che può raggiungere gli 8.000 metri, con temperature di diverse decine di gradi sotto lo zero; le Dendroiche americane (Setophaga sp.), che pesano poco più di 10g, migrano dall'America centromeridionale tropicale alle foreste boreali canadesi e, talvolta, fino alla tundra artica; è stato documentato, inoltre, che alcuni Cuculi (Cuculus canorus) compiono una migrazione a tappe dalla Scozia all'Africa e quando iniziano il viaggio se si rendono conto che le condizioni non sono ottimali per partire tornano indietro; molte specie, invece, non migrano come la Pernice bianca (Lagopus muta) e il Fagiano di monte (Tetrao tetrix) che compiono piccoli spostamenti di quota e si nascondono in 'igloo' sotto la neve per non disperdere energia; altre specie come una piccolissima cincia americana, Parus atricapillus, quando la temperatura cala sotto i -30°C cessano di muoversi e alimentarsi.
Tutto questo elenco per dire che la natura è meravigliosa e da questo si può evincere quante strategie esistano per far fronte alle avversità ambientali, purtroppo tutti i cambiamenti climatici che stiamo vivendo mettono ancora più in difficoltà queste specie, tardando la migrazione o creando dei cambiamenti repentini di temperatura e precipitazioni che possono dare problemi agli uccelli; è fondamentale l'esistenza delle Oasi e delle Aree Protette che consentano agli uccelli di fermarsi per riprendere le forze prima di rimettersi in viaggio, una sorta di 'Autogrill' per migratori, pertanto è essenziale sostenerle.
sabato 14 dicembre 2013
Il bracconaggio, una delle peggiori calamità al mondo
Il bracconiere è da sempre visto da molta gente come un signore con un fucile che uccide gli animali illegalmente o con pratiche poco carine; in realtà è molto più di così, basti pensare alle migliaia di animali che vengono uccisi all'anno solo per il commercio di parti di esse. Per esempio, gli elefanti vengono uccisi a centinaia ogni anno per l'avorio, che viene venduto a circa 2.000$ al chilo nel mercato nero, soldi che vengono usati per finanziare le maggiori attività criminali della Terra, che hanno più a che vedere con il mondo dell'uomo rispetto al mondo della natura, come per esempio Al-Shebaab.
Non solo gli elefanti, i rinoceronti sono molto a rischio a causa del bracconaggio, ne restano poche migliaia in Africa, altre poche migliaia in Asia, mentre alcune specie dell'Indonesia sono già estinte: anche questi pachidermi vengono uccisi per il prezioso corno, le cui proprietà sono afrodisiache a detta di molte religioni asiatiche (baggianate comunque), addirittura alcuni vengono lasciati in vita senza corno con ferite che sanguinano copiosamente portando l'animale prima a indebolirsi e poi a morire dissanguato; come non dimenticare le tigri, ne rimangono poco più di 3200 in tutta l'Asia, un numero veramente esiguo per questi grandi felidi, che vengono uccisi per le zanne, la pelliccia e gli artigli.
Anche in Italia il bracconaggio va molto di moda, basti pensare ai numerosi esemplari di orso bruno che vengono uccisi ogni anno con bocconi avvelenati e trappole, basti pensare alle tantissime specie di uccelli che vengono catturati con pratiche illegali, soprattutto rapaci (i centri di recupero per gli animali selvatici sono pieni di esemplari impallinati) o specie rare, basti pensare alle tantissime specie marine che rimangono impigliate nelle reti da pesca illegali. Insieme a questo va inserito anche il 'bracconaggio' legale: nel 2013, infatti, è ancora permessa la caccia con i richiami vivi, numerose specie di passeriformi vengono tenuti per il resto della loro vita in gabbiette anguste, al buio (cosa che gli fa perdere la vista), vengono spennati per interrompere le mute, rimangono mutilati per i continui colpi battuti contro le gabbie. Per fortuna ci sono associazioni che fanno qualcosa per questo: la LIPU sta raccogliendo firme per presentare una petizione al Governo attuale per una proposta di legge, cioè abolire la caccia con i richiami vivi, quindi speriamo che ci riesca.
Non solo gli elefanti, i rinoceronti sono molto a rischio a causa del bracconaggio, ne restano poche migliaia in Africa, altre poche migliaia in Asia, mentre alcune specie dell'Indonesia sono già estinte: anche questi pachidermi vengono uccisi per il prezioso corno, le cui proprietà sono afrodisiache a detta di molte religioni asiatiche (baggianate comunque), addirittura alcuni vengono lasciati in vita senza corno con ferite che sanguinano copiosamente portando l'animale prima a indebolirsi e poi a morire dissanguato; come non dimenticare le tigri, ne rimangono poco più di 3200 in tutta l'Asia, un numero veramente esiguo per questi grandi felidi, che vengono uccisi per le zanne, la pelliccia e gli artigli.
Anche in Italia il bracconaggio va molto di moda, basti pensare ai numerosi esemplari di orso bruno che vengono uccisi ogni anno con bocconi avvelenati e trappole, basti pensare alle tantissime specie di uccelli che vengono catturati con pratiche illegali, soprattutto rapaci (i centri di recupero per gli animali selvatici sono pieni di esemplari impallinati) o specie rare, basti pensare alle tantissime specie marine che rimangono impigliate nelle reti da pesca illegali. Insieme a questo va inserito anche il 'bracconaggio' legale: nel 2013, infatti, è ancora permessa la caccia con i richiami vivi, numerose specie di passeriformi vengono tenuti per il resto della loro vita in gabbiette anguste, al buio (cosa che gli fa perdere la vista), vengono spennati per interrompere le mute, rimangono mutilati per i continui colpi battuti contro le gabbie. Per fortuna ci sono associazioni che fanno qualcosa per questo: la LIPU sta raccogliendo firme per presentare una petizione al Governo attuale per una proposta di legge, cioè abolire la caccia con i richiami vivi, quindi speriamo che ci riesca.
sabato 30 novembre 2013
Settimana dei Rifiuti: l'iniziativa di Cecina
La scorsa settimana (dal 17/11 fino al 24/11) è stata dedicata dall'Unione Europea ai rifiuti, promuovendo degli eventi aventi l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica verso una gestione dei nostri scarti più oculata e sostenibile.
A seguito di questi sette giorni molto importanti anche il Comitato Rifiuti Zero di Cecina ha voluto portare avanti l'iniziativa con 3 eventi cardine; il primo in ordine di data è stato il 'Mercatino del Riciclo': in piazza Guerrazzi molte bancarelle hanno esposto i loro prodotti fatti esclusivamente con materiali riciclati, che altrimenti sarebbero stati gettati via. Questo evento è avvenuto domenica 17 novembre scorsa ed ha avuto un sacco di successo.
Successivamente il mercoledì 20 e il giovedì 21 ha avuto luogo un corso di compostaggio, tenuto dal Dottor Roberto Repeti (agronomo professionista e membro del Comitato Rifiuti Zero); l'argomento principale è stato il compostaggio, operazione aerobica antropica che porta la materia organica a diventare una miscela di sostante umificate (il compost), utilissimo come fertilizzante biologico per prati e campi coltivati, ma anche importantissimo per incrementare la biodiversità microbica del suolo.
L'ultimo evento si è tenuto venerdì e sabato 22 e 23 novembre, una mostra fotografica con scatti rappresentanti rifiuti o situazioni che ricordassero la spazzatura, il sabato alle 19.00 c'è stata la premiazione dei primi tre classificati che si sono spartiti il premio offerto dall'Unicoop Tirreno (circa 200€ di buoni spesa).
Un accenno va anche all'Associazione OTP (Operazione Territorio Pulito), un gruppo di persone che ogni mese si trova in una località della Provincia di Livorno e pulisce con vanghe e sacconi: l'associazione ha ricevuto un premio simbolico, ovvero due vanghe.
Noi come Wip Radio abbiamo seguito l'evento con testimonianze ed interviste e vi invito a sentire il podcast su www.WipRadio.it, mentre se volete rimanere aggiornati sul Comitato Rifiuti Zero di Cecina non vi resta che cercarlo su Facebook.
A seguito di questi sette giorni molto importanti anche il Comitato Rifiuti Zero di Cecina ha voluto portare avanti l'iniziativa con 3 eventi cardine; il primo in ordine di data è stato il 'Mercatino del Riciclo': in piazza Guerrazzi molte bancarelle hanno esposto i loro prodotti fatti esclusivamente con materiali riciclati, che altrimenti sarebbero stati gettati via. Questo evento è avvenuto domenica 17 novembre scorsa ed ha avuto un sacco di successo.
Successivamente il mercoledì 20 e il giovedì 21 ha avuto luogo un corso di compostaggio, tenuto dal Dottor Roberto Repeti (agronomo professionista e membro del Comitato Rifiuti Zero); l'argomento principale è stato il compostaggio, operazione aerobica antropica che porta la materia organica a diventare una miscela di sostante umificate (il compost), utilissimo come fertilizzante biologico per prati e campi coltivati, ma anche importantissimo per incrementare la biodiversità microbica del suolo.
L'ultimo evento si è tenuto venerdì e sabato 22 e 23 novembre, una mostra fotografica con scatti rappresentanti rifiuti o situazioni che ricordassero la spazzatura, il sabato alle 19.00 c'è stata la premiazione dei primi tre classificati che si sono spartiti il premio offerto dall'Unicoop Tirreno (circa 200€ di buoni spesa).
Un accenno va anche all'Associazione OTP (Operazione Territorio Pulito), un gruppo di persone che ogni mese si trova in una località della Provincia di Livorno e pulisce con vanghe e sacconi: l'associazione ha ricevuto un premio simbolico, ovvero due vanghe.
Noi come Wip Radio abbiamo seguito l'evento con testimonianze ed interviste e vi invito a sentire il podcast su www.WipRadio.it, mentre se volete rimanere aggiornati sul Comitato Rifiuti Zero di Cecina non vi resta che cercarlo su Facebook.
lunedì 25 novembre 2013
Induna, la storia di un Leopardo che si è fidato dell'uomo
Induna è il nome di un Leopardo (Panthera pardus) un po' speciale: questo bellissimo esemplare maschio viveva all'interno di una riserva dove lavorava uno scienziato (un veterinario) con cui aveva fatto amicizia.
Induna era stato trovato cucciolo, senza la madre e salvato dalla cattività proprio dal veterinario che lo teneva in questa riserva recintata di oltre 100ha; ogni tanto Ulf (l'amico uomo) gli faceva trovare delle carcasse di Impala o di Gnu, oppure faceva entrare nella riserva recintata degli erbivori vivi per permettere al Leopardo di cacciare. Induna dava un sacco di confidenza a Ulf, tanto che gli andava incontro per farsi carezzare quando l'uomo si avventurava nella riserva.
Purtroppo,però, la storia venne alle orecchie di un'azienda cinematografica svedese che volle fare delle riprese per un film; Ulf acconsentì alla cosa mettendo in guardia preventivamente la troupe sulle modalità di comportamento nei confronti di uno dei più grandi predatori della savana africana. Mentre si stavano svolgendo le prime riprese, l'attrice, che stava recitando vicino al Leopardo, fece un movimento brusco e andò di corsa verso le telecamere, il Leopardo, pensandola una preda, si fece prendere dall'istinto e l'azzannò alla gola recidendole la carotide, mentre il felide teneva la presa il titolare dell'azienda sparò e uccise l'animale, successivamente anche l'attrice morì dissanguata in ospedale.
Ecco quindi una tragica conclusione: l'egoismo dell'uomo, che pensa di poter fare quel che vuole con la natura e i suoi abitanti, ha ucciso una creatura bellissima e innocente che si era fidata.
Induna era stato trovato cucciolo, senza la madre e salvato dalla cattività proprio dal veterinario che lo teneva in questa riserva recintata di oltre 100ha; ogni tanto Ulf (l'amico uomo) gli faceva trovare delle carcasse di Impala o di Gnu, oppure faceva entrare nella riserva recintata degli erbivori vivi per permettere al Leopardo di cacciare. Induna dava un sacco di confidenza a Ulf, tanto che gli andava incontro per farsi carezzare quando l'uomo si avventurava nella riserva.
Purtroppo,però, la storia venne alle orecchie di un'azienda cinematografica svedese che volle fare delle riprese per un film; Ulf acconsentì alla cosa mettendo in guardia preventivamente la troupe sulle modalità di comportamento nei confronti di uno dei più grandi predatori della savana africana. Mentre si stavano svolgendo le prime riprese, l'attrice, che stava recitando vicino al Leopardo, fece un movimento brusco e andò di corsa verso le telecamere, il Leopardo, pensandola una preda, si fece prendere dall'istinto e l'azzannò alla gola recidendole la carotide, mentre il felide teneva la presa il titolare dell'azienda sparò e uccise l'animale, successivamente anche l'attrice morì dissanguata in ospedale.
Ecco quindi una tragica conclusione: l'egoismo dell'uomo, che pensa di poter fare quel che vuole con la natura e i suoi abitanti, ha ucciso una creatura bellissima e innocente che si era fidata.
Iscriviti a:
Post (Atom)




