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lunedì 17 dicembre 2012

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è il Parco più vecchio e più esteso d'Italia, nasce ufficialmente il 3 dicembre del 1922, quando Vittorio Emanuele III regala allo Stato italiano i 2100 ettari della sua riserva di caccia per la protezione dello stambecco.
Già nel 1856 si iniziò a muovere qualcosa: Vittorio Emanuele II dichiara l'area Riserva Reale di Caccia salvando dall'estinzione lo stambecco che in quel periodo viveva un periodo allarmante; negli anni successivi la popolazione di questo ungulato crebbe e il pericolo fu scampato, ma insieme alla conservazione dello stambecco si avviarono tutta una serie di meccanismi che portarono beneficio a tutta l'area protetta, sia per quanto riguarda gli habitat sia per quanto riguarda le specie floristiche e faunistiche.
Lo stambecco successivamente divenne il simbolo del Parco e ancora oggi su questo animale c'è un'attenzione particolare, tanto che nel Parco Nazionale del Gran Paradiso si trova la popolazione più numerosa.
Questo favoloso Parco si divide in due grandi versanti: quello piemontese e quello valdostano. Nel primo troviamo un clima più umido pertanto troviamo per la maggior parte boschi di latifoglie, mentre nella parte valdostana abbiamo un clima più povero di precipitazioni con prevalenza di quelle nevose, pertanto si attestano foreste di conifere per lo più peccete miste a larice. L'estenzione del Parco e la sua altitudine media che supera i 1400m s.l.m. mostrano una diversità di ecosistemi e ambienti notevole che fanno di questo Parco uno dei più affascinanti di tutta Europa.
Foto di http://1.bp.blogspot.com

mercoledì 12 dicembre 2012

Venerdì puntata speciale sul Parco Nazionale del Gran Paradiso

Venerdì 14/12 non perdetevi la puntata speciale sul Parco Nazionale del Gran Paradiso, parleremo degli ecosistemi e degli habitat del Parco, della fauna, della flora, di escursioni e di luoghi di notevole interesse turistico; inoltre, ci sarà un'intervista ad alcune persone del personale del Parco: non mancate, venerdì ore 19,30 su www.assowip.it oppure qui sul blog dall'applicazione in alto. Se vi perderete la puntata niente paura, potete collegarvi al sito sopraindicato e cercare il podcast di "Pianeta Terra-Parco Nazionale del Gran Paradiso" oppure sempre cliccando sull'applicazione in alto del blog potete riascoltarla fino a venerdì 21/12 alle 19,30. Vi aspetto!!!


Ancora caccia spietata...

Enpa, Lav, Legambiente, Lipu, Wwf scendono nuovamente in campo contro la caccia, soprattutto contro l'ultima idea della Commissione Agricoltura della Camera che pensa a provvedimenti per i danni da fauna selvatica.
La proposta concerne nell'allargare la maglia legislativa per le specie cacciabili, includendo anche specie rare e in pericolo di estinzione come Lupo e Orso in esercizio di "presunto" controllo venatorio che non conosce limiti di tempo, nè zone di protezione come parchi naturali o aree protette. Tutto ciò viene avanzato dopo che l'Italia ha firmato Direttive europee e Normative sulla caccia: la speranza, infatti, è che ci sia l'intervento dell'Unione Europea che fermi seduta stante queste follie.
Foto di http://www.meteoweb.eu

martedì 11 dicembre 2012

Pericolo spiagge

Come ogni anno quando arriviamo nei pressi della stagione estiva (maggio-giugno) non vediamo l'ora di andare al mare e molti vanno a prenotare l'ombrellone al bagno di fiducia.
Non ci sarebbe nulla di male in questo se non si sapesse cosa si nasconde dietro; fino al 2001 i bagni in Italia erano 5368, cioè uno ogni 350 metri di costa, per un totale di 18.000mq e 900km occupati, coinvolgendo oltre 30.000 aziende e 600.000 operatori, e come se non bastasse dal 2001 a oggi sono questi dati sono raddippiati. Aree che comprendono spiagge di tutti i tipi, spesso con componenti naturali e ambientali di notevole interesse come specie floristiche, formazioni geomorfologiche particolari e specie faunistiche.
Ovviamente quando parliamo di turismo balneare non possiamo dire che fa bene alla natura, ogni anno in spiaggia si trova ogni tipo di porcheria lasciata e gettata senza alcun rispetto e di certo gli stabilimenti balneari non aiutano.
Il Governo d'altro canto non fa nulla per evitare ciò, anzi prepara un emendamento (ancora da approvare) per aumentare di 30 anni le concessioni agli stabilimenti balneari: secondo la Direttiva Bolkenstein (direttiva europea sulla concorrenza) le concessioni balneari finivano con il 2015, ma il nostro Governo in piena violazione di questi obblighi vorrebbe derogarla fino al 2045 e poi.... e poi si vedrà.
La concessione di aree demaniali è un tasto delicato, infatti si tratta di dare in gestione aree che dal punto di vista ambientale possono essere di rilevante importanza, pertanto bisognerebbe dare incentivi a tutti quei gestori che oltre all'offerta economica e ai servizi balneari fanno sostenibilità, salvaguardia e promozione territoriale per valorizzare la natura che hanno intorno.
Foto di http://www.puglia.info

lunedì 10 dicembre 2012

Novità sulla riforma della legge Parchi

Come avevamo annunciato a inizio 2012 in trasmissione, sta passando una proposta di riforma della legge sui Parchi Naturale e Aree Protette (la n.394/1991). Le modifiche richieste sono soprattutto sulla nomina dei Direttori dei Parchi, che secondo il Governo dovrebbero essere eletti direttamente dal Ministero dell'Ambiente su proposta dei Presidenti dei Parchi, cosa che comporterebbe maggior controllo politico sui Direttori.
Le maggiori Associazioni ambientaliste italiane (FAI, WWF, Legambiente, Italia nostra, Pro Natura, Mountain Wilderness) hanno scritto una lettera al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini con la richiesta di mantenere la nomina del Direttore da parte del Ministro, ma sulla base di una terna indicata dal Consiglio direttivo dell'Ente Parco selezionata attraverso un bando per titoli. La proposta del Governo trasformerebbe il Direttore in una figura più politica, quando, invece, dovrebbe essere una figura tecnica, indipendente, non condizionabile nelle sue funzioni, con un titolo adeguato di laurea e una comprovata competenza nella gestione delle aree protette.
Oltre all'argomento Direttore, le Associazioni sono d'accordo con la proposta del Governo di eliminare le Commissioni di Riserva delle aree marine protette, in modo da semplificare la gestione delle stesse.

venerdì 7 dicembre 2012

I Gorilla del Virunga

C'è un luogo in Africa dove esiste una delle due uniche popolazioni di Gorilla di montagna al mondo, ma purtroppo sono minacciati da un'azienda petrolifera (la SOCO) che ha previsto di estrarre petrolio proprio qui nel Parco Nazionale del Virunga, considerato Patrimonio dell'Umanità.
Il WWF sta portando avanti una battaglia sfrenata contro questa azienda affinchè non faccia esplorazioni di petrolio e gas in questo territorio; il progetto dell'azienda sarebbe quello di includere nelle proprie estrazioni anche una porzione del Lago Edoardo dove circa 30.000 persone trovano le risorse per vivere: infatti in questo luogo si trova un villaggio di pescatori che fa di questo lago l'unica fonte di sussistenza. Per adesso ci sono notizie confortanti, oltre alla Repubblica Democratica del Congo, nella quale si trova il Parco, anche il Governo britannico è venuto in aiuto al WWF per combattere questa minaccia.
La difesa del Parco Nazionale del Virunga e del Lago Edoardo è importantissima: le aree del Parco interessate da concessioni petrolifere coprono circa l'85% del territorio e preziosi habitat di specie a rischio come i gorilla, gli scimpanzè, gli ippopotami e gli elefanti di foresta, ma per i gorilla di montagna la situazione è critica, se ne contano solo 786 tra la Repubblica Democratica del Congo e l'Uganda.
Foto di http://media.web.britannica.com; Gorilla beringei beringei (Gorilla di montanga)

giovedì 6 dicembre 2012

Il problema dei trasporti!!!

L'Italia si sa è il paese dei controsensi, quando si fanno tutti i proclami contro l'inquinamento e contro la crisi ecco che il Governo stanzierà per il 2013 circa 400milioni di euro per gli autotrasportatori, incentivando il trasporto su Tir e togliendo fondi ai trasporti pubblici; morale della favola!?? Altri soldi spesi inutilmente per mezzi inquinanti e pericolosi., soprattutto in un periodo in cui i soldi servono per altro.
Il trasporto pubblico invece, che servirebbe a contenere le emissioni inquinanti nelle città e nell'ambiente, ha avuto un declino di fondi del 20%, mentre sommando tutti i soldi dati agli autotrasportatori dal 2009 a ora sono: 400milioni per il 2013, altri 400milioni per la Legge Stabilità del 2012 (la prima del Governo Monti) e dal 2009 al 2012 durante il Governo Berlusconi circa 77milioni l'anno, in totale una cifra esorbitante, poco più di un miliardo di euro. E poi c'è la crisi!!!!!