Il Lupo (Canis lupus) è una creatura davvero affascinante, il canide più grande del Pianeta e che ha sulle persone effetti contrastanti: è stato dipinto da molti scrittori di favole per bambini come 'cattivo', da molti è visto come una bestia feroce che non ha pietà nei confronti di nessuno, mentre poca gente lo considera un animale bellissimo, dalle spiccate doti predatorie e meritevole di protezione da parte della nostra società.
Fino anni '70 la leggenda del 'Lupo Cattivo' aveva portato quasi all'estinzione in Italia di questo splendido carnivoro che contava all'epoca poche centinaia di individui in tutto il Belpaese; il WWF prese a cuore la situazione grazie all'operazione 'San Francesco' che puntava a ripristinare l'areale del Lupo in Italia, soprattutto sugli Appennini e sulle Alpi: il progetto ebbe la collaborazione di molti Parchi Nazionali come quello di Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Con poche mosse necessarie si riuscì a riportare il Lupo che partendo dall'Appennino si diffuse a macchia d'olio fino alle Alpi Marittime e a tutto l'arco alpino.
Oggi si è ripreso tutto il territorio nazionale, infatti è presente in tutte le regioni alpine e in tutto l'Appennino, dall'Emilia Romagna fino all'Aspromonte.
Quindi un'operazione riuscita in tutto e per tutto nonostante le male lingue, ma che dire? Se parlava con San Francesco tanto cattivo non doveva essere.
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martedì 12 novembre 2013
domenica 10 novembre 2013
A fare giardinaggio per gli orsi
Nuova campagna del WWF in Abruzzo che ha impegnato moltissimi volontari per un progetto dedicato alla conservazione dell'Orso marsicano (Ursus arctos marsicanus): nelle scorse settimane sono stati potati, ripuliti e recuperati oltre 300 alberi da frutto (meli, meli cotogni, ciliegi, cornioli) che erano tenuti in condizioni di degrado, soprattutto per la quantità di rovi che li circondavano. L'operazione ha riguardato diverse località dell'Abruzzo come la Valle del Giovenco, la Valle Roveto, Lecce dei Marsi e Villavallelonga, in questi giorni, invece, l'attenzione si è spostata sull'Oasi WWF Gole del Sagittario in provincia dell'Aquila dove c'è la volontà di superare le 400 piante sistemate.
L'obiettivo dell'iniziativa è quello di garantire agli Orsi una fonte alternativa di cibo, facilmente reperibile, allontanandolo così da centri abitati, strade trafficate e allevamenti; in tutto l'Appennino rimangono circa 45/60 esemplari di Orso marsicano, concentrati nella zona del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e nella zona del Gran Sasso e della Maiella: servono anche azioni come questa per salvaguardarlo e per coinvolgere decine e decine di persone che non sono a conoscenza della situazione.
L'obiettivo dell'iniziativa è quello di garantire agli Orsi una fonte alternativa di cibo, facilmente reperibile, allontanandolo così da centri abitati, strade trafficate e allevamenti; in tutto l'Appennino rimangono circa 45/60 esemplari di Orso marsicano, concentrati nella zona del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e nella zona del Gran Sasso e della Maiella: servono anche azioni come questa per salvaguardarlo e per coinvolgere decine e decine di persone che non sono a conoscenza della situazione.
| Foto di http://www.agraria.org |
giovedì 7 novembre 2013
Salvati 25 piccoli di ghiro
Il 23 agosto scorso erano stati ritrovati, nella zona dei Monti Simbruini in provincia di Frosinone, abbandonati in uno straccio da cucina, 25 piccoli di Ghiro (Glis glis), un piccolo roditore che popola i boschi di quasi tutta Italia. La buona notizia è che i giovani pazienti sono stati rimessi in libertà dopo le amorevoli cure prestate dai volontari LIPU del Centro di recupero fauna selvatica di Roma.
Il rilascio è stato effettuato nel luogo del ritrovamento in comune accordo tra LIPU e Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini; l'operazione è avvenuta utilizzando un box di ambientamento (costruito dalla falegnameria dell'Ente Parco), per permettere ai giovani ghiri di adattarsi dopo un prolungato periodo di cattività.
Secondo i responsabili del Centro di recupero, gli esemplari potrebbero appartenere a più cucciolate e probabilmente qualcuno, mentre effettuava lavori di ristrutturazione edilizia, li ha illegalmente disturbati, sfrattati e infine abbandonati, ma, per fortuna, adesso sono liberi.
Il rilascio è stato effettuato nel luogo del ritrovamento in comune accordo tra LIPU e Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini; l'operazione è avvenuta utilizzando un box di ambientamento (costruito dalla falegnameria dell'Ente Parco), per permettere ai giovani ghiri di adattarsi dopo un prolungato periodo di cattività.
Secondo i responsabili del Centro di recupero, gli esemplari potrebbero appartenere a più cucciolate e probabilmente qualcuno, mentre effettuava lavori di ristrutturazione edilizia, li ha illegalmente disturbati, sfrattati e infine abbandonati, ma, per fortuna, adesso sono liberi.
lunedì 4 novembre 2013
La carta ecosostenibile
Lo scorso 29 ottobre 2013 c'è stato un evento particolare dedicato alle cartiere che operano in modo sostenibile nei confronti dell'ambiente: il WWF Enviromental Paper Company Index 2013. A questo evento hanno partecipato 25 aziende fra cui anche due italiane, la Sofidel e la Fedrigoni, con l'obiettivo di promuovere un mercato di materie prime certificate e gestite in modo sostenibile al fine di non compromettere le ultime foreste vergini del nostro pianeta come l'Amazzonia, Sumatra, il Borneo ecc; WWF ha riconosciuto a queste aziende la leadership in materia di trasparenza, purtroppo però queste 25 aziende rappresentano soltanto 1/3 di quelle che hanno un ruolo significativo nel settore, la cui totalità produce circa 82 milioni di tonnellate di polpa di cellulosa e carta, il 14% di carta e cartone al mondo e nello specifico il 28% di carta grafica, il 29% di carta stampata, il 14% di carta per usi igienico-sanitari, il 6% di carta per imballaggi e il 14% della polpa di cellulosa a livello mondiale.
Questo evento si propone anche di aiutare le aziende supportando la produzione della polpa di cellulosa e carta nel percorso di miglioramento continuo e nel ridurre gli impatti ambientali; da ciò che emerge, quindi, è un evento importantissimo, basti solo pensare che circa la metà del legno tagliato sul pianeta è usato per la produzione di carta, solo il 10% della popolazione mondiale (Nord America e Europa) ne consuma la metà.
I primi risultati li abbiamo in casa nostra, il marchio 'Regina' (Sofidel) ha da tempo avviato contatti con il WWF per un'aiuto sul tema dell'approvvigionamento responsabile e sul tema Climate Savers dedicato alle riduzioni di emissioni inquinanti responsabili dei cambiamenti climatici: il risultato è che il 99,8% della cellulosa proviene da fonti certificate.
Questo evento si propone anche di aiutare le aziende supportando la produzione della polpa di cellulosa e carta nel percorso di miglioramento continuo e nel ridurre gli impatti ambientali; da ciò che emerge, quindi, è un evento importantissimo, basti solo pensare che circa la metà del legno tagliato sul pianeta è usato per la produzione di carta, solo il 10% della popolazione mondiale (Nord America e Europa) ne consuma la metà.
I primi risultati li abbiamo in casa nostra, il marchio 'Regina' (Sofidel) ha da tempo avviato contatti con il WWF per un'aiuto sul tema dell'approvvigionamento responsabile e sul tema Climate Savers dedicato alle riduzioni di emissioni inquinanti responsabili dei cambiamenti climatici: il risultato è che il 99,8% della cellulosa proviene da fonti certificate.
mercoledì 30 ottobre 2013
Continua il terrorismo sull'Orso marsicano
Il 23 ottobre scorso in Abruzzo è stato ucciso l'ennesimo esemplare di Orso marsicano (Ursus arctos marsicanus), una sottospecie di Orso bruno che vive solamente in questa regione italiana; il giovane orso è stato investito da un'auto, quindi conseguenze pericolose anche per l'autista del mezzo. Il WWF ha chiesto più volte di intervenire sulla viabilità della zona per evitare incidenti come questo, ma le autorità non ci sentono: l'areale dell'Orso marsicano continua ad essere frammentato da strade percorribili da chiunque, pertanto queste cose possono accadere molto frequentemente.
L'evento è uno dei tanti di questi anni, che certifica la progressiva estinzione di questa meravigliosa sottospecie di Orso bruno, soprattutto perché la gestione viene affidata a persone incompetenti e prive di interesse in questo senso; i governi di questi anni hanno speso belle frasi e belle parole ma niente di concreto è stato fatto, si preferisce sperperare i soldi in cose molto meno utili e poco lucide.
Le cose da fare sarebbero tante: chiudere le strade di montagna, mettere in protezione tratti stradali che potrebbero avere conseguenze mortali anche per l'uomo, mettere in sicurezza pozzi di raccolta d'acqua in montagna, bloccare una zootecnia illegale e di rapina, chiudere zone dove si spargono bocconi avvelenati, creare corridoi necessari a collegare le aree dove vive questo splendido animale.
L'elenco è lungo e sicuramente. scavando in quello che si dovrebbe fare, la lista potrebbe protrarsi ancora.
Il WWF non finisce, però, di combattere la sua guerra contro le istituzioni e ha chiesto al Ministro dell'Ambiente azioni concrete nella tutela e nella conservazione dell'Orso marsicano e dell'Orso bruno sulle Alpi e quindi rispettare gli impegni presi con la sottoscrizione dei piani di tutela di questa specie sulle Alpi e in Appennino.
L'evento è uno dei tanti di questi anni, che certifica la progressiva estinzione di questa meravigliosa sottospecie di Orso bruno, soprattutto perché la gestione viene affidata a persone incompetenti e prive di interesse in questo senso; i governi di questi anni hanno speso belle frasi e belle parole ma niente di concreto è stato fatto, si preferisce sperperare i soldi in cose molto meno utili e poco lucide.
Le cose da fare sarebbero tante: chiudere le strade di montagna, mettere in protezione tratti stradali che potrebbero avere conseguenze mortali anche per l'uomo, mettere in sicurezza pozzi di raccolta d'acqua in montagna, bloccare una zootecnia illegale e di rapina, chiudere zone dove si spargono bocconi avvelenati, creare corridoi necessari a collegare le aree dove vive questo splendido animale.
L'elenco è lungo e sicuramente. scavando in quello che si dovrebbe fare, la lista potrebbe protrarsi ancora.
Il WWF non finisce, però, di combattere la sua guerra contro le istituzioni e ha chiesto al Ministro dell'Ambiente azioni concrete nella tutela e nella conservazione dell'Orso marsicano e dell'Orso bruno sulle Alpi e quindi rispettare gli impegni presi con la sottoscrizione dei piani di tutela di questa specie sulle Alpi e in Appennino.
martedì 15 ottobre 2013
Sapevate che il nostro stile alimentare può danneggiare l'ambiente?
Alcuni dati della FAO ci fanno capire com'è la situazione nel mondo: nel 2012 una persona su 8 era in condizioni di denutrizione cronica, 870 milioni di persone in totale ma 130 milioni di persone in meno rispetto a 20 anni fa; quest'ultimo dato è positivo, però non dobbiamo prendere sotto gamba la situazione perché se la fame è diminuita in Asia e in America Latina, è aumentata nell'Africa sub-sahariana.
Un'intervista della responsabile dell'Ufficio Gestione Risorse Naturali e Ambiente della FAO, Mathilde Iweins, ha messo in luce i problemi ancora esistenti da non sottovalutare. Secondo l'intervista, infatti, si prevede che entro il 2050 nel mondo saremo circa 9 miliardi di persone, pertanto la produzione globale di cibo dovrebbe aumentare del 60% rispetto ai livelli del 2005/2007.
Un fattore importante lo dà il cibo che viene perso o sprecato nel mondo, nel percorso dal campo alla tavola: intanto il cibo sprecato esercita un impatto enorme sulle risorse naturali che vengono sfruttate in modo esponenziale, ma poi con tutto quello che va perso si potrebbe sfamare un sacco di popolazioni sottosviluppate che oggi vivono in condizione di denutrizione, per esempio il grano sprecato nell'Africa sub sahariana potrebbe coprire le esigenze alimentari di circa 48 milioni di persone; quindi è importantissimo cercare di non sprecare cibo sia da parte dei produttori, sia da parte dei commercianti, sia da parte dei consumatori.
La FAO ha suggerito 80 buone pratiche lungo tutta la filiera per ridurre al minimo gli sprechi alimentari, che sono riassunte in un unico titolo 'riduci-riusa-ricicla-ripara': sono strategie che riguardano tutti i settori, dalla raccolta nei campi, fino all'oculatezza della spesa settimanale delle famiglie per ridurre gli avanzi.
E' inutile, dunque, ripetere come lo spreco del cibo va ad impattare anche l'ambiente: il cibo totale perso nel mondo all'anno è di circa 1,3 miliardi di tonnellate, un terzo di quello prodotto; l'impronta del cibo prodotto e non mangiato è di circa 3,3 miliardi di tonnellate di CO2, una quantità pari a più di due volte l'impronta del carbonio dei mezzi di trasporto su strada degli USA nel 2010; l'impronta dell'acqua blu sprecata (acque superficiali e sotterranee) è di 250 km3, pari a tre volte il volume del Lago Ginevra; infine il cibo non consumato occupa 1,4 miliardi di ettari di terra, circa il 30% delle aree agricole mondiali.
Un'intervista della responsabile dell'Ufficio Gestione Risorse Naturali e Ambiente della FAO, Mathilde Iweins, ha messo in luce i problemi ancora esistenti da non sottovalutare. Secondo l'intervista, infatti, si prevede che entro il 2050 nel mondo saremo circa 9 miliardi di persone, pertanto la produzione globale di cibo dovrebbe aumentare del 60% rispetto ai livelli del 2005/2007.
Un fattore importante lo dà il cibo che viene perso o sprecato nel mondo, nel percorso dal campo alla tavola: intanto il cibo sprecato esercita un impatto enorme sulle risorse naturali che vengono sfruttate in modo esponenziale, ma poi con tutto quello che va perso si potrebbe sfamare un sacco di popolazioni sottosviluppate che oggi vivono in condizione di denutrizione, per esempio il grano sprecato nell'Africa sub sahariana potrebbe coprire le esigenze alimentari di circa 48 milioni di persone; quindi è importantissimo cercare di non sprecare cibo sia da parte dei produttori, sia da parte dei commercianti, sia da parte dei consumatori.
La FAO ha suggerito 80 buone pratiche lungo tutta la filiera per ridurre al minimo gli sprechi alimentari, che sono riassunte in un unico titolo 'riduci-riusa-ricicla-ripara': sono strategie che riguardano tutti i settori, dalla raccolta nei campi, fino all'oculatezza della spesa settimanale delle famiglie per ridurre gli avanzi.
E' inutile, dunque, ripetere come lo spreco del cibo va ad impattare anche l'ambiente: il cibo totale perso nel mondo all'anno è di circa 1,3 miliardi di tonnellate, un terzo di quello prodotto; l'impronta del cibo prodotto e non mangiato è di circa 3,3 miliardi di tonnellate di CO2, una quantità pari a più di due volte l'impronta del carbonio dei mezzi di trasporto su strada degli USA nel 2010; l'impronta dell'acqua blu sprecata (acque superficiali e sotterranee) è di 250 km3, pari a tre volte il volume del Lago Ginevra; infine il cibo non consumato occupa 1,4 miliardi di ettari di terra, circa il 30% delle aree agricole mondiali.
domenica 6 ottobre 2013
Il cambiamento climatico continua, dobbiamo adeguarci...
Comincia un nuovo autunno che ci porterà verso un nuovo inverno e gli allarmi per i temporali e le calamità naturali sono già in corso; l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha presentato un rapporto degli ultimi 10 anni che evidenzia l'elevata temperatura che hanno avuto: sono stati i 10 anni più caldi da quando siamo in grado di misurare la temperatura. Allo stesso tempo, in questo lasso di anni abbiamo avuto un elenco di eventi estremi che hanno portato a vittime e danni: ondate di caldo in Europa e Russia, l'uragano Katrina negli USA, i cicloni tropicali del sud-est asiatico, la siccità in Amazzonia, Australia e Africa orientale e le inondazioni in Pakistan; a tutto questo va aggiunto anche il rapido scioglimento dei ghiacci marini ed una riduzione delle calotte artiche e antartiche.
Per fortuna, però, ci stiamo dando una mossa, infatti le energie del futuro si stanno diffondendo: in alcuni paesi fra cui Germania e Italia ci sono ore del giorno in cui le energie rinnovabili producono tutta l'energia elettrica necessaria, pertanto la prospettiva del 100% rinnovabili per il 2050 non è più un'utopia.
Naturalmente i produttori di combustibili fossili non l'hanno presa bene, ma invece di adeguarsi fanno di tutto pur di combattere la corsa alle rinnovabili, tuttavia però buone notizie arrivano da tutto il mondo: il presidente Obama ha messo a bando delle centrali a carbone ritenute inquinanti per salute e clima; si è creato un gruppo di lavoro tra USA e Cina sul clima; la Banca Mondiale ha creato una politica di investimenti, limitando i finanziamenti alle centrali a carbone. Insomma tanti buoni inizi, che devono portarci indubbiamente a qualcosa di positivo, basta non fermarsi per strada.
Per fortuna, però, ci stiamo dando una mossa, infatti le energie del futuro si stanno diffondendo: in alcuni paesi fra cui Germania e Italia ci sono ore del giorno in cui le energie rinnovabili producono tutta l'energia elettrica necessaria, pertanto la prospettiva del 100% rinnovabili per il 2050 non è più un'utopia.
Naturalmente i produttori di combustibili fossili non l'hanno presa bene, ma invece di adeguarsi fanno di tutto pur di combattere la corsa alle rinnovabili, tuttavia però buone notizie arrivano da tutto il mondo: il presidente Obama ha messo a bando delle centrali a carbone ritenute inquinanti per salute e clima; si è creato un gruppo di lavoro tra USA e Cina sul clima; la Banca Mondiale ha creato una politica di investimenti, limitando i finanziamenti alle centrali a carbone. Insomma tanti buoni inizi, che devono portarci indubbiamente a qualcosa di positivo, basta non fermarsi per strada.
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