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lunedì 18 marzo 2013

Ora della Terra!!!


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ORA DELLA TERRA 2013: 23 MARZO

WWF: “SFIDA IL MONDO PER SALVARE IL PIANETA” 
Contro il cambiamento climatico fuori controllo celebrities, cittadini, istituzioni e imprese si sfidano a rendere il mondo sostenibile nella più grande mobilitazione globale per il pianeta
 • Iniziative e luci spente in tutta Italia. In TOSCANA, assieme a tante  adesioni, già  confermata la partecipazione di FIRENZE, che spegnerà anche Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, Palazzo Sacrati Strozzi, Palazzo Medici Riccardi…. Città, cittadini, istituzioni, imprese possono aderire su www.wwf.it/oradellaterra  •
Può una sfida cambiare il mondo? Per il WWF sì, se coinvolge l’intera comunità globale in concrete azioni di sostenibilità e la posta in gioco è la salvezza della vita sul pianeta. In occasione dell’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale per fermare il cambiamento climatico che torna il 23 marzo dopo aver coinvolto l’anno scorso oltre 2 miliardi di persone in 7000 città e 152 Paesi in un suggestivo giro del mondo a luci spente, il WWF lancia anche in Italia “I will if you will, Io farò se tu farai”: la piattaforma globale che vede celebrities – in Italia tagliano il nastroLillo&Greg – cittadini, ma anche istituzioni e imprese, sfidare il mondo a intraprendere azioni sostenibili e ridurre la propria impronta sul pianeta. Mentre alle città “amiche del clima” è dedicato lo speciale City Challenge, che vede Forlì e la Provincia di Siena tra le 17 finaliste internazionali in lizza per diventare capitale Earth Hour 2013 in virtù dei loro Piani per il clima e l’Energia: da oggi “televoto” aperto a tutti sul sito del WWF e via Instagram #peopleschoice, mentre la proclamazione ufficiale dei vincitori avverrà il 19 marzo a Malmö, in Svezia.
Nel frattempo iniziano ad arrivare le prima adesioni all’evento, che quest’anno sarà celebrato il 23 marzo con iniziative speciali e scenografici spegnimenti in centinaia di città italiane. In TOSCANA ad oggi hanno già aderito il Comune di FIRENZE, che spegnerà,  ad oggi (ma che si riserva altre sorprese), Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, la Regione Toscana che spegnerà, sempre a Firenze Palazzo Sacrati Strozzi e il Centro Direzionale (Novoli), la Provincia di Firenze Palazzo Medici Riccardi, Lucca, che manderà al buio le mura della città, e inoltre il palazzo comunale di Fiesole, il  Palazzo Comunale e la Chiesa di Piazza Sant’Agostino di Monticiano,  il Palazzo Comunale di Grosseto, la Piazza di Risorgimento a Quarrata , la Fattoria Arcivescovile, sede del Comune, e Castello Pasquini di Castiglioncello di Rosignano, a San Vincenzo prevista l’Illuminazione ridotta in Corso Italia, mentre lo spegnimento dell’illuminazione pubblica di Piazza Grandi e Piazza Unità d’Italia ed altre ancora……
Ad oggi, in Toscana, hanno concesso il loro patrocinio la Regione Toscana, la Provincia di Firenze e il Comune di Firenze.
Le adesioni sono aperte su www.wwf.it/oradellaterra per tutti i cittadini, le istituzioni e le imprese che vogliono far parte della più grande mobilitazione per il pianeta e promuovere l’evento, anche sui social! 
“Il cambiamento climatico incalza più rapidamente di quanto gli scienziati avessero previsto e le azioni dei Governi sono troppo lente per fermare un rischio che mette a repentaglio la Natura e la stessa civiltà umana – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia del WWF Italia – Le città sono responsabili di oltre il 70% delle emissioni globali e proprio per questo sono protagoniste indispensabili per realizzare il cambiamento. Earth Hour è un’occasione unica per dare voce e mobilitare l’intera comunità globale, perché tutti facciano la propria parte e per pretendere che i Governi assumano la crisi del clima come priorità assoluta, prima che sia troppo tardi. Dobbiamo passare a un Mondo Nuovo decarbonizzato, basato su risparmio, efficienza e rinnovabili. Cittadini, città, imprese ne saranno parte attiva e la loro voce potrà spostare la politica mondiale.”
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- FORLI’ E PROV. SIENA FINALISTE AL CITY CHALLENGE INTERNAZIONALE: 
Da oggi “televoto” online della giuria popolare globale tra le 17 finaliste internazionali:
sul sito del WWF o inviando foto della propria città su Instagram 
CITY CHALLENGE: FORLI’ E PROV. SIENA IN FINALE, VIA AL “TELEVOTO” ONLINE! 
C’è anche la Provincia di Siena tra le 17 finaliste del City Challenge, il concorso internazionale lanciato dal WWF per premiare i migliori Piani e programmi per il Clima e l’Energia sviluppati dalle città per avviare azioni innovative sul fronte del cambiamento climatico. Il concorso è stato lanciato  in 6 Paesi in occasione dell’Ora della Terra 2012, e oggi è alle battute finali: da oggi tutti sono invitati a esprimere la propria preferenza attraverso il “PEOPLE’S CHOICE” sul sito del WWF o caricando le foto della città preferita su Instagram #peopleschoice. Mentre la proclamazione ufficiale dei vincitori, insieme alla menzione speciale della giuria popolare globale online, avverrà il 19 marzo a Malmö, in Svezia, a pochi giorni dall’Ora della Terra 2013.
Al concorso si sono candidate 66 città da 6 Paesi (Canada, India, Norvegia, Svezia, USA e Italia) inserendo i propri dati nella piattaforma internazionale dell’ICLEI (http://citiesclimateregistry.org/). E la giuria di esperti internazionali, tra cui Christiana Figueres, Segretario Esecutivo UNFCCC, Pietro Laureano, consulente Unesco, esponenti del WWF internazionale, di ICLEI e della società di consulenza Accenture, hanno scelto la Provincia di Siena e il Comune di Forlì come finaliste per l’Italia, che sono in gara insieme  a Colwood, Surrey, Vancouver (Canada), Cochin, Coimbatore, Delhi (India), Arendal, Oslo, Stavanger (Norvegia), Malmö, Stoccolma, Uppsala (Norvegia), Chicago, Cincinnati, San Francisco (Usa).
In particolare la Provincia di Siena è stata selezionata per il progetto “Siena Carbon Free 2015” che mira a renderla la prima provincia a emissioni zero sulla base di bilanci energetici certificati ed attraverso misure concrete come l’efficientamento di 90.000 caldaie, la concessione di finanziamenti per l’installazione di piccoli impianti fotovoltaici distribuiti sul territorio più 4 impianti in discariche dismesse, oltre a un importante coinvolgimento dell’Università e degli attori economici e turistici, misurando in cinque anni la riduzione di oltre 200.000 tonnellate annue di CO2 prodotta. MentreForlì è stata scelta per il Piano clima impostato sugli obiettivi 20-20-20, accompagnato da azioni concrete come l’istallazione di impianti fotovoltaici, la raccolta “porta a porta” dei rifiuti, la promozione del riutilizzo per alcune categorie merceologiche, come i pannolini lavabili, misure di mobilità sostenibile come il bike sharing e numerose campagne informative partecipate. Il WWF sarà naturalmente all’opera per valutare se le azioni concrete effettivamente intraprese dagli enti selezionati saranno adeguate a perseguire gli ambiziosi obiettivi dichiarati.
LE PRIME VIDEO-SFIDE ITALIANE: DA LILLO&GREG AI CITTADINI…
Intanto iniziano le prime sfide. Per stimolare la transizione verso un futuro più sostenibile attraverso un espediente divertente e partecipato, il WWF ha ideato la piattaforma “I will if you will, Io farò se tu farai” che l’anno scorso ha lanciato circa 10.000 sfide di sostenibilità coinvolgendo più di 4,6 milioni di persone, tra cui celebrities come la top model Miranda Kerr e l’attrice Isabel Lucas, per stimolare cambiamenti nelle proprie abitudini quotidiane (come l’uso della bici o la riduzione di sprechi e consumi) ma anche ottenere importanti successi per l’ambiente, come la nuova legge sulla protezione dei mari in Russia. In Italia a tagliare il nastro delle sfide – che partono dai tre grandi ambiti dell’energia, della mobilità e dell’alimentazione sostenibili – sono i comici Lillo&Greg che hanno promesso di esibirsi in esilaranti performance teatrali se i fan accetteranno la loro sfida, mentre tra le prime arrivate dai cittadini ci sono i climbers che scaleranno le falesie di Sperlonga se 500 persone andranno al lavoro con i mezzi pubblici, i surfisti di Way4Sport che puliranno la spiaggia se 100 condivideranno l’auto per andare a fare surf, il garden designer che darà consulenze gratuite via Skype se 1000 persone coltiveranno un orto urbano, gli studenti AIESEC che organizzeranno un flash mob canoro se 100 persone andranno in bici al lavoro. Ma è solo l’inizio… per lanciare la propria sfida o accettare una delle sfide 2013 promosse in tutto il mondo basta andare suwww.wwf.it/oradellaterra.
I PARTNER 
Il WWF sta coinvolgendo i Comuni di tutta Italia grazie alla collaborazione di Alpine Pearls, Associazione Borghi Autentici d’Italia, Associazione Comuni Virtuosi e Coordinamento Agende 21 Locali. E quest’anno anche AGESCI, l’associazione delle guide e scuote cattolici italiani, e AIESEC, l’organizzazione di studenti universitari più grande al mondo che si occupa di mobilità internazionale giovanile, saranno al fianco del WWF per coinvolgere i giovani nelle sfide globali per il pianeta.

sabato 16 marzo 2013

Aquila anatraia avvistata all'Oasi WWF Padule di Bolgheri

Sabato scorso (09/03) un appassionato di birdwatching, Giorgio Paesani, ci ha riportato una notizia incredibile, ovvero l'avvistamento di un rarissimo esemplare di Aquila anatraia maggiore (Aquila clanga).
Durante il pomeriggio mentre si trovava ad osservare i segni della migrazione pre-riproduttiva insieme al Direttore dell'Oasi Paolo Politi, ecco che a soli 70 m appare questo rarissimo rapace; inizialmente rimane in vista per pochi secondi, in seguito dopo un periodo di breve latitanza (mezz'ora) rieccola apparire da lontano in avvicinamento, prima di appollaiarsi su un posatoio tranquillo:dalla testimonianza appare un immaturo, al terzo inverno.
Durante la visita Giorgio è stato spettatore di altre bellissime immagini legate all'avifauna: balestrucci, topini, folaghe, anatre marzaiole, pittime reali, combattenti e la cicogna nel suo nido.
Ecco che vi riportiamo qui sotto una foto dell'aquila insieme a 2 foto di un capriolo che passava di lì.
Aquila anatraia maggiore; foto di Giorgio Paesani

Capriolo; foto di Giorgio Paesani

Foto di Giorgio Paesani

Biancone day

Siamo nel periodo della migrazione pre-riproduttiva e in Liguria nel Parco Naturale del Beigua e con precisione sulle alture di Arenzano (GE), domani (17/03) si svolgerà la 13esima edizione del Biancone day; a questo evento parteciperanno oltre all'Ente Parco Ebn Italia e la LIPU di Genova.
Per tutti gli appassionati di birdwatching, ovviamente armati di binocolo, sarà possibile avvistare il Biancone (Circaetus gallicus) durante il periodo di migrazione; questo rapace è chiamato anche Aquila dei serpenti, proprio perché la sua alimentazione prevede solamente questi rettili.
Questi esemplari adulti arrivano dallo Stretto di Gibilterra e dalla Francia a centinaia e andranno a nidificare nell'Italia settentrionale e soprattutto nell'Italia centro-meridionale; i bianconi sono attesi oltreché ad Arenzano anche sulle Alpi Apuane, altro importantissimo sito di migrazione pre e post riproduttiva.
Nelle edizioni passate sono stati censiti circa 2000 esemplari nel marzo 2012 e 1500 nel settembre dello stesso anno: risultati importanti che fanno ben sperare per il futuro di questa specie.
La giornata andrà avanti con la visita al Centro Ornitologico e di educazione ambientale, in località Vaccà sempre sulle colline di Arenzano: qui i partecipanti potranno ricevere tutte le informazioni su questo rapace e sull'avifauna del Parco Naturale del Beigua.
Per informazioni vi consiglio di andare sul sito del Parco www.parcobeigua.it e sul sito della LIPU di Genova www.lipugenova.org.
Foto di http://www.claudiobergero.it

mercoledì 13 marzo 2013

Rubrica ecoturistica: Oasi WWF Laguna di Orbetello

L'Oasi WWF Laguna di Orbetello è un area protetta di circa 800 ettari di territorio che si trova nel comune di Orbetello (Gr); l'Oasi si trova all'interno di un Sito di importanza comunitaria e una Zona a Protezione Speciale.
Quella di Orbetello è la laguna più grande del litorale tirrenico ed è un punto importantissimo per la migrazione dell'avifauna acquatica e limicola, qui è possibile fare avvistamenti incredibili di numerose specie: fenicotteri, aironi cenerini, aironi bianchi maggiori, garzette, spatole, alzavole, fischioni, canapiglie, germani reali, avocette, pettegole, pittime, chiurli, ibis eremita, fratini, corrieri grossi e piccoli, piro piro, rapaci come il falco di palude e tantissimi altri. Con un percorso di 10 capanni che si affacciano su 10 punti diversi della laguna è possibile, con il binocolo, fare avvistamenti interessanti.
All'inizio del percorso è possibile visitare un piccolo orto botanico che rappresenta tutti i tipi di fitocenosi che possiamo trovare sul litorale tirrenico: flora di arenile, flora igrofila, flora legata alla macchia mediterranea con sclerofille sempreverdi ecc. In questo modo il visitatore ha una visione completa di quello che è l'ecosistema mediterraneo, dalla vegetazione e dalla flora che vi si trova, fino alla fauna in questo caso legata principalmente all'avifauna di palude, anche se durante il percorso è possibile, per chi è fortunato fare avvistamenti di caprioli, cinghiali, volpi, conigli selvatici e istrici.
Un progetto importante che va considerato è quello legato alla Cicogna (Ciconia ciconia), l'Oasi WWF Laguna di Orbetello ha costruito un recinto per la reintroduzione di questo importante volatile, dove al suo interno c'è una voliera con alcuni esemplari; questa struttura è utilizzata per far ambientare nel territorio l'animale prima della liberazione in natura. Già sono state liberate alcune cicogne in giugno 2012 con ottimi risultati, quindi un progetto importante e fondamentale per questa specie che nel nostro territorio ha spesso avuto problemi di popolazione.
L'Oasi è visitabile liberamente il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 13.30 con chiusura alle 15.30, accedendo all'area direttamente dalla SS Aurelia al km 147.
Ibis eremita; foto di Elisa La Corte

Foto di Elisa La Corte

Foto di Elisa La Corte

Area dell'orto botanico legato alla flora di arenile; foto di Elisa La Corte

Fenicottero; foto di Elisa La Corte

Gabbiano comune; foto di Elisa La Corte

Fenicottero; foto di Elisa La Corte

Airone cenerino; Foto di Elisa La Corte

Gabbiano comune; foto di Elisa La Corte

Foto di Elisa La Corte

Foto di Elisa La Corte

Foto di Elisa La Corte

Un'Avocetta e alcune Pettegole; foto di Elisa La Corte

Avocetta e alcune Pettegole; foto di Elisa La Corte

Avocetta; foto di Elisa La Corte

Avocetta; foto di Elisa La Corte

Avocetta e alcune Pettegole; foto di Elisa La Corte

Pettegola; foto di Elisa La Corte

Pettegole; foto di Elisa La Corte

martedì 12 marzo 2013

Costa Concordia, non è ancora finita!!!

Secondo varie notizie divulgate da varie associazioni ambientaliste come Greenpeace o il WWF il Governo starebbe per emanare un decreto per portare il gigantesco relitto della Costa Concordia al porto di Piombino.
Va detto che intorno al porto di Piombino da anni è in discussione un progetto di adeguamento del porto stesso, con un aumento della profondità dei fondali fino a 15 m; questo progetto è stato bocciato più volte in quanto i fondali limitrofi hanno una quota più alta di profondità e inoltre l'escavo di un canale di accesso avrebbe comportato un grosso pericolo, poiché la zona è piena di metalli pesanti che in seguito ad uno scavo si sarebbero dispersi nell'ambiente generando ingenti danni.
La scelta di Piombino sta nell'idea di mantenere in Toscana i vantaggi economici della cosa: ditte che prendono i lavori di smantellamento e quindi posti di lavoro in più. Purtroppo sono tanti anche gli svantaggi, soprattutto per l'ambiente e per il turismo che sono fondamentali per il territorio e per il litorale tirrenico toscano. Lo smantellamento rischia di immettere in mare i fanghi escavati e le sostanze del drenaggio, con grosse conseguenze per l'ecosistema marino (siamo all'interno del Santuario dei Cetacei), per l'Arcipelago Toscano, per la pesca e per il turismo balneare. Detto questo è importante che il bando venga rivolto solo alle realtà italiane per garantire al nostro Paese l'investimento del lavoro che c'è da fare, ma allo stesso tempo è necessario tenere portare fuori dal Bacino del Mediterraneo tutte le scorie dello smantellamento in modo da non provocare danni al Mare Nostrum e a tutto quello che ne consegue, anche perché sta nell'interesse di tutti.
Foto di http://www.giornalettismo.com/

sabato 9 marzo 2013

Emergenza tigre

Secondo uno studio portato a termine da TRAFFIC (il network che monitora il commercio illegale di natura selvatica) negli ultimi 13 anni sono state recuperate parti del corpo di tigri (denti, pelli, ossa, crani, artigli) che sembra appartenessero a circa 1400 esemplari.
L'analisi è stata fatta nel periodo che va dal 2000 al 2012 in 12 paesi chiave per questo grande felide ad esclusione della Cambogia; il lavoro è stato poi portato davanti alla CITES ( Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione di flora e fauna selvaticca) radunatasi a Bangkok in Thailandia.
Analizzando i dati che emergono, circa 654 sequestri di parte di tigre che vanno da ossa, artigli, denti, teschi ecc, con almeno 110 tigri uccise all'anno, ovvero poco più di 2 a settimana. Il dato "positivo", se così si può chiamare, è che l'89% dei sequestri è avvenuto al di fuori delle aree protette, sottolineando l'importanza di questi luoghi e del lavoro svolto per la conservazione di questo felide e per limitare l'ingresso dei bracconieri nelle aree protette.
Un altro dato significativo sta nel quantitativo di esemplari vivi catturati nei 3 anni precedenti all'ultima riunione mondiale della CITES tenutasi nel 2010: 61 tigri vive sequestrate, quindi circa il 50% del numero complessivo (123). La Thailandia è stato il luogo più importante con l'interdizione del commercio di 30 tigri, appena dietro si colloca Laos 11, Indonesia 9 e Vietnam 4. Tuttavia in questi paesi c'è una bassa stima di popolazione di tigre, pertanto si ritiene che questi esemplari siano stati presi da allevamenti illegali o zoo senza scrupoli; questo fenomeno, purtroppo, lo ritroviamo anche in Italia dove sono state sequestrate numerose tigri tenute in cattività in condizioni pessime e molte delle quali sono ancora senza una casa dove stare, ovvero nelle mani di proprietari illegittimi e criminali.
Di 13 paesi significativi per questo grande felide asiatico solamente l'India ha fornito dati precisi riguardo ai "punti caldi" in cui il commercio illegale è in corso: Dehi, altri luoghi prossimi ad aree protette come Uttar Pradesh, India centrale, West Bengal e il passaggio a sud dell'India dei Gathi occidentali.
La collaborazione dell'India è stata molto importante perché ha permesso di identificare i punti chiave del commercio e di effettuare un analisi spaziale di esso.
Per far fronte a questo problema è importante l'impegno di tutte le forze in gioco ovvero le Associazioni ambientaliste (che fanno già tanto), i governi, le istituzioni, gli enti pubblici e privati e infine la popolazione che acquista i prodotti, che deve accertarsi della provenienza di essi rinunciando all'acquisto qualora sia incerta.
Foto di http://images4.wikia.nocookie.net


mercoledì 6 marzo 2013

Quanto guadagna ogni anno il commercio illegale di animali, piante o parti di essi?

Il traffico illegale di natura fattura ogni anno circa 19 miliardi di dollari, ovvero il quarto commercio illegale al mondo dopo quello di droghe, prodotti contraffatti e persone. Questo tipo di business viene fatto sulla pelle di animali in via di estinzione (tigri, rinoceronti, elefanti ecc) e piante, ma purtroppo non è finita qui, infatti contribuisce a rafforzare ulteriormente le reti criminali, a minare la sicurezza nazionale, a destabilizzare governi ed economie già di per sé deboli.
In genere sono le comunità più povere ad essere colpite da questo tipo di criminalità: mentre le gang malavitose ne beneficiano, molti ranger perdono la vita e le famiglie che dipendono dalle risorse naturali del proprio territorio perdono gli unici mezzi di sostentamento per sopravvivere.
I profitti del commercio illegale di natura vengono usati dai criminali per sovvenzionare altre attività, come per esempio i conflitti civili e organizzare attività terroristiche.
Le ragioni che non permettono di arginare questo fenomeno sono molteplici: assenza di leggi credibili, mancanza di un'applicazione severa delle pene, ma soprattutto il fatto che molti governi considerano questo tipo di criminalità un problema ambientale e non lo trattano come un tema di giustizia o come un crimine transnazionale. Questo, purtroppo, è un problema internazionale e pertanto necessita di risposte a livello mondiale; da anni molte organizzazioni ambientalistiche, prima fra tutte il WWF, si battono contro questi crimini, ma non basta, infatti deve esserci l'impegno di tutti, enti privati, pubblici e soprattutto dell'unione di tutti i governi che subiscono questo fenomeno.
Foto di http://www.greenreport.it