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giovedì 17 gennaio 2013

Le Gru in Maremma

Dai primi anni del '900 la Gru (Grus grus) è estinta come nidificante dal territorio italiano, ma durante il passo negli ultimi anni ci sono stati degli avvistamenti di stormi in sosta durante la migrazione. Durante questo evento le rotte praticate da questi uccelli sono nel periodo primaverile la rotta ligure-padana, passando per le regioni adriatiche e la Calabria; durante l'autunno, cioè durante lo svernamento che porterà le gru dalle regioni scandinave fino al Nord Africa, la rotta è più schiacciata sull'Adriatico passando per la Sicilia. Spesso alcuni stormi passano anche per la costa tirrenica con soste anche in Toscana, la zona più frequentata è quella maremmana. Tuttavia fino al 1970 l'avvistamento di gru in Maremma era un evento molto raro e successivamente a questo anno fino agli anni '90 non si hanno registrazioni. Nell'ultimo decennio del secolo scorso però le segnalazioni iniziano a farsi regolari: ad eccezione del 2004 le segnalazioni nel periodo invernale sono costanti. Nell'inverno 2007/08 si arrivano a contare circa 95 individui visibili nelle risaie e nei campi aperti maremmani nel grossetano fino ad una distanza di 100 metri. 
Nel 2010/2011 il numero si fa consistente tanto è che fra febbraio e marzo 2011 si arrivano a contare 156 individui, ma è nel gennaio-febbraio 2012 che si raggiunge il record di 209 individui, un risultato davvero sorprendente!!!
Foto di http://b.vimeocdn.com

mercoledì 16 gennaio 2013

Le sirene di Ulisse

Esiste un luogo a largo della costa del Gargano dove cultura, mitologia e natura si intrecciano in uno spettacolo mozzafiato: le isole Tremiti.
Per i Greci erano le isole Diomedee, in onore dell'eroe greco Diomede, Re di Argo ed esule dopo la guerra di Troia. Si narra che durante una tempesta gettò 3 pietre in acqua per dare rifugio a sè e ai propri compagni, da queste pietre nacquero queste isole. Alla morte di Diomede i compagni lo vollero seppellire qui e la dea Venere, impietosita dal loro dolore, decise di trasformarli in uccelli così che potessero vegliare per sempre sulla tomba del loro signore.
Gli uccelli menzionati nel mito sono le Berte maggiori (Calonectris diomedea), splendidi uccelli marini che nidificano in queste isole hanno un verso talmente struggente che si pensa fossero, secondo un'altra leggenda, le Sirene di Ulisse, che nella versione più arcaica non avevano il corpo di pesce ma di uccello.
Sono uccelli fantastici che vivono esclusivamente in mare, vanno sulla terraferma esclusivamente per riprodursi; purtroppo però questa specie è in pericolo a causa soprattutto della pesca illegale e intensiva che riduce sensibilmente le risorse alimentari delle berte, oltre a questo anche il turismo invasivo e non ecologico.
Foto di http://www.uccellidaproteggere.it
Le isole Tremiti rimangono un paradiso terrestre non soltanto per quanto riguarda le spiagge ma anche per i magnifici fondali dove non troviamo solo specie di vertebrati di notevole interesse ma anche invertebrati come policheti, echinodermi e crostacei.
Foto di http://www.splashsub.com

martedì 15 gennaio 2013

Il mio nuovo vicino di casa

Salve a tutti, scusate per l'interruzione di notizie ma ho avuto problemi tecnici con la pubblicazione dei post, riapriamo con la foto del mio nuovo vicino di casa. Sto a Rosignano Solvay, vicino al mare e la scorsa settimana su un albero davanti a casa mia ho trovato un esemplare di Gufo comune (Asio otus), specie rara da queste parti e soprattutto nei centri abitati. Questo splendido rapace notturno è diverso tempo che adesso trascorre il suo sonno diurno sulla solita tamerice. Ecco una delle foto che sono riuscito a scattare!!!!


giovedì 3 gennaio 2013

Scoperta una nuova specie di pipistrello

Nel 2005 è stata scoperta una nuova specie di pipistrello, conosciuta attualmente con il nome di Pipistrello impollinatore dalla superlingua. Originario ed endemico della Foresta Amazzonica questo animale notturno è l'unico impollinatore di una specie di orchidea, anch'essa endemica dell'Amazzonia e anch'essa scoperta di recente. Questo fiore emette un odore disgustoso ai nostri nasi, ma piacevole per quello del pipistrello che in cambio del nettare si offre di impollinare le altre piante; la tecnica del fiore, ahimè, può essere discutibile: avere un solo impollinatore, infatti, vuol dire dipendere esclusivamente da esso, pertanto nel caso di estinzione del pipistrello anche questo fiore farà la stessa fine.
La scoperta di questo pipistrello è tanto recente che non si trovano sul web ad oggi fotografie, ma a giugno 2012 questo animale ha fatto il suo debutto televisivo in un documentario della National Geographic andato in onda su NatGeoWild anche a Natale passato nella giornata Wild Christmas.

martedì 1 gennaio 2013

La Brigata Maiella

Nel 1994, durante l'occupazione nazista, nasce a Gessopalena la Brigata Maiella, formata da intellettuali, operai e contadini uniti per ritrovare la libertà; successivamente nell'Italia del progresso una "funivia delle pecore" minacciava la grotta del Cavallone dove D'Annunzio aveva ambientato "La figlia di Jorio", mentre un albergo insidiava i pratoni di alta quota del paesaggio della Maiella e fu così che un movimento civile sorto a Torricella Peligna salvo questi luoghi dall'antropizzazione.
Nel 2012, durante una delle estati più calde degli ultimi anni, il territorio abruzzese della maiella era minacciato dall'aridità, dalla cementificazione, è stato spremuto in lungo e in largo, sconvolto e trivellato, infine uno dei comuni (Borrello) era disposto a tagliare i propri boschi per venerne la legna e aumentare le proprie disponibilità economiche per affrontare l'anno della crisi.
Una parte di civili di uno dei paesini della Maiella, Abetina di Rosello, si è unita in un messaggio: "Uniamoci per difendere il patrimonio naturale, culturale e spirituale di questa terra: combatteremo non con le armi, ma con la forza delle idee e della volontà". Un messaggio importante uscito dalla nuova Brigata Maiella, questa volta scesa in campo a favore della natura e dell'ambiente, pronta a difendere boschi, montagne e animali del territorio, uno dei più belli di tutta Italia. Questo messaggio dovrebbe essere preso d'esempio da molti, perchè ci siano molte Brigate Maiella in Italia e meno distruzione e scempio della natura.
Foto di http://www.arc.it

lunedì 31 dicembre 2012

BUON ANNO

BUON 2013 A DA PIANETA TERRA E DA
WIP RADIO
GLI AGGIORNAMENTI RIPRENDERANNO DA MERCOLEDì 2 GENNAIO 2013 

giovedì 27 dicembre 2012

La marcia dei Caribù



Uno degli eventi più belli al mondo è la “marcia” dei Caribù (Rangifer tarandus), un cammino lungo circa 2000km, la migrazione di mammiferi più lunga al mondo, che coinvolge numerosi animali (450.000-500.000 caribù). La cosa più sorprendente è che sono animali di circa 300kg di peso che affrontano un tragitto lunghissimo fra mille difficoltà, attraversando corsi d’acqua impetuosi, paesaggi innevati, montagne ripide e predatori. Il caribù è un animale perfettamente adattato a vivere in questi ambienti, hanno grandi zoccoli adatti a sostenere gli individui sulla neve, permettendogli di muoversi agevolmente anche in acqua; la parte inferiore dello zoccolo è concava, indispensabile per scavare nella neve alla ricerca di cibo; le punte, invece, sono affilate e aguzze usate sia per difesa sia per aggrapparsi a rocce scoscese.
Sono animali bellissimi ed è un emozione vederli in marcia, migliaia di caribù che occupano le praterie nordiche, spesso innevate, ma che nonostante il numero non sono facili da vedere: ci vogliono ore di appostamenti per individuare il punto di passaggio. Spesso vengono seguiti dai branchi di lupi affamati che cercano qualche boccone da mettere sotto i denti, ingaggiando vere e proprie corse per arrivare alla preda.
Nella mandria di caribù spesso ci sono i nuovi nati che appena usciti dal grembo materno sono già in grado di correre e stare in piedi, sono i più a rischio sia per quanto riguarda i predatori, sia per quanto concerne l’attraversamento dei corsi d’acqua, specialmente i torrenti impetuosi: molto spesso riescono a salvarsi con l’aiuto della madre, ma a volte vengono trascinati via dalle acque e ahimè non riescono a salvarsi.
Per fortuna ci sono abbastanza caribù da consentire la sopravvivenza della popolazione ed è essenziale proteggere l’habitat di questi animali, sia per loro, sia per le specie che condividono gli ambienti, sia per il bellissimo e ostile ecosistema nordico.
Foto di http://www.bonjourquebec.com